Avrete certamente sentito parlare, durante questo fine settimana, delle recenti tensioni sulla striscia di Gaza, un exclave palestinese circondata da territorio israeliano: tra palestinesi e israeliani i rapporti erano già sul “conflittuale andante” da parecchio tempo, ma questo sabato Hamas, una milizia di fatto a capo del governo di Gaza dal 2006, ha sferrato un attacco ad Israele senza precedenti, che ha lasciato sbalordito tutto il mondo e che probabilmente presto scatenerà un’altrettanto forte risposta dall’altra parte. Cerchiamo insieme di fare chiarezza sull’accaduto: dobbiamo ammetterlo, anche per noi tutto è successo così in fretta da non aver compreso subito queste dinamiche.
Questo Sabato all’alba (ore 6:00 c.a.) la brigata e movimento radicale di Hamas, riconosciuta come organizzazione criminale dall’U.E., ha dato inizio ad una complessa e soprattutto inedita operazione militare contro Israele, non solo via terra ma anche per mare e via aerea. A lasciar senza parole sono i numeri altissimi di vittime (700 compresi i civili) e le persone tenute in ostaggio (circa 100 addirittura) e il modo estremamente violento con cui l’operazione è stata condotta: dopo aver superato le barriere che dividono la Striscia da Israele, sfuggendo inaspettatamente sia dall’intelligence sia le forze di sicurezza israeliane, i miliziani hanno assaltato città e kibbutz israeliani (vale a dire delle piccole comunità ebraiche egalitarie, nate soprattutto prima e dopo la Seconda guerra mondiale). Sono stati spietati, hanno sparato a chiunque incontravano per le strade e sono entrati casa per casa uccidendo o sequestrando i civili, tra cui anziani, donne e bambini.
E non è finita qui: hanno lanciato migliaia di razzi e bombe sulle città, la maggior parte delle quali sarebbe però stata intercettata dal sistema israeliano Iron Dome, hanno anche tentato di sbarcare sulla spiaggia di Zikim con diversi motoscafi e altre imbarcazioni, senza però riuscirci perché bloccati dall’esercito israeliano, e avrebbero pure usato dei parapendii a motore, ma su quest’ultimo fronte si hanno dati ancora insufficienti per dare più informazioni.
Questo massiccio attacco non è ancora concluso ed è ancora adesso in svolgimento. Molto probabilmente porterà a una controffensiva altrettanto violenta da parte di Israele: il primo ministro Benjamin Netanyahu ha reagito a questi accadimenti dichiarando di “/essere in guerra/” ed oggi pomeriggio ha dichiarato inoltre uno “stato d’assedio totale” sulla Striscia di Gaza, atto che implica il blocco completo delle forniture di cibo, acqua, carburante ed elettricità a questo territorio.
I prossimi ‘movimenti’, sia da una parte che dall’altra non si possono ancora prevedere ed è per questo che i maggiori media internazionali tengono i riflettori ben puntati sulla situazione pronti a cogliere anche i minimi mutamenti. Per intanto, ci teniamo informati anche noi impegnandoci anche a stendere quanto prima i seguenti approfondimenti utili per capire meglio:
– Cos’è Hamas
– Perché dietro questo gran tumulto potrebbe esserci anche una mano dell’Iran a favore di Hamas
– La strage al rave party nel sud d’Israele


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