Vertice Italia-Africa, trattative di Parigi: andiamo ad approfondire

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Con questo articolo andiamo insieme ad informarci su due vertici istituzionali in corso: il Vertice Italia- Africa a Roma e i tentativi di negoziato per un nuovo cessate il fuoco a Gaza…

Vertice Italia-Africa

Si è aperto ieri sera, con la cena ufficiale a cui ha partecipato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Vertice Italia-Africa tanto voluto dalla premier Giorgia Meloni. Si tratta di un incontro di trattative per avviare il Piano Mattei i cui i lavori sono iniziati oggi in aula del Senato, a cui partecipano diversi presidenti di Paesi Africani (più di 20, tra cui quelli della Repubblica del Congo, del Ghana, della Guinea Bissau, Kenya, Mauritania, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Senegal, Somalia, Tunisia e Zimbabwe). Impegnati nel vertice sono anche tutto il nostro esecutivo e i Presidenti di Commissione, Consiglio e Parlamento Europeo in rappresentanza dell’UE, che sarebbe interessato ad aiutarci nella buona riuscita del Piano in discussione.

«Pensiamo a una collaborazione da pari a pari, lontana da una concezione predatoria o anche caritatevole», ha spiegato Meloni nel suo intervento. «“Italia-Africa un ponte per crescere assieme”, recita il titolo di questo evento – ha continuato il presidente del Consiglio – un ponte che noi italiani possiamo costruire senza partire non da zero, un ponte che Enrico Mattei seppe immaginare». Il Piano Mattei al momento «può contare su 5,5 miliardi di euro tra crediti, operazioni a dono e garanzie – ha spiegato Meloni – : circa 3 miliardi [presi] dal fondo italiano per il clima e 2,5 miliardi e mezzo dal fondo per la Cooperazione allo sviluppo».

Si cerca quindi di risolvere problemi come quelli delle massicce ondate di migrazione verso l’UE alla radice, cercando solide parterships valide a rafforzare l’economie degli Stati di partenza e migliorando quindi le condizioni socio-economiche dei cittadini, che  non avrebbero più la necessità di partire e avrebbero finalmente riconosciuto il diritto di vivere in serenità nella propria terra. Questo riconoscendo sempre, come sottolinea Meloni, parità con gli Stati Africani e accordi che non siano “imposti dall’alto” o aiuti dati “solo come carità”.

Atteggiamento sicuramente lodevole, ma darà davvero i frutti auspicati?

Nuovi tentantivi di mediazione tra Israele e Hamas a Parigi

È in corso un ulteriore vertice internazionale anche a Parigi, per trattare una nuova tregua del conflitto Israelo-Palestinese. Partecipano i mediatori di sempre (USA, Egitto e Qatar, a cui si è aggiunta la Francia), che hanno già prodotto un accordo quadro approvato da Israele e che presto verrà presentato anche ad Hamas.

Esso prevede il rilascio graduale degli ostaggi americani e israeliani ancora detenuti da Hamas (circa 100), accompagnato da pause nei combattimenti e dalla consegna di aiuti a Gaza. In cambio si prevede che anche i prigionieri palestinesi detenuti da Israele verranno rilasciati. Il quadro discusso, sul quale, come abbiamo detto prima, le parti hanno già raggiunto un’intesa, prevede una pausa di 30 giorni che porterebbe al rilascio delle donne, dei bambini e degli anziani rimasti in ostaggio. Durante questa fase, inizierebbero discussioni su una seconda fase di tregua di 30 giorni, che includerebbe il rilascio di soldati israeliani e ostaggi civili di sesso maschile. Ulteriori dettagli dell’accordo rimangono poco chiari, compreso il rapporto tra prigionieri palestinesi scambiati per ostaggio e la quantità di aiuti umanitari da far entrare quotidianamente. Non è inoltre chiaro se Hamas accetterebbe un’ulteriore pausa che non includa clausole per un cessate il fuoco permanente. Secondo quanto riferito, tra i negoziatori a Parigi c’erano il primo ministro del Qatar e i capi dell’intelligence degli altri Paesi. In base all’accordo di cessate il fuoco di novembre, erano stati scambiati più di 100 ostaggi israeliani e 240 prigionieri palestinesi, ma l’accordo è saltato dopo una settimana.


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