Eclissi solare aprile 2024: tutto quello che c’è da sapere su fenomeni simili

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Ieri si è verificata l’attesissima eclissi solare totale che ha sorvolato il Nord e il Centro America dalle 15:42 alle 20:52 ora locale: un fenomeno affascinante che moltissimi scienziati, ma anche semplici appassionati di astronomia sono accorsi ad ammirare. La sua durata massima è stata di 4 minuti e mezzo, ed ha rappresentato un evento davvero particolare per le ragioni che vedremo poi.

Ma che cos’è di preciso un’eclissi di sole? Come si verificano? Di quale tipo si trattava quest’ultima in questione? Vediamolo insieme…

Come tutti sappiamo, qualsiasi corpo celeste nella nostra galassia e in tutto l’universo (almeno in quello conosciuto) è in perenne movimento: la Luna ad esempio, come gli altri satelliti degli altri pianeti lo fanno con quest’ultimi, gira intorno alla Terra, che a sua volta, come tutti gli altri pianeti del Sistema Solare, gira su se stessa e attorno al Sole, che ancora a sua volta si muove per la Via Lattea trascinandoci tutti con se. In questa dinamica di movimenti, da cui possiamo escludere l’ultimo citato per evitare confusione, può avvenire una “coincidenza” alquanto rara, ovvero che la Luna, il Sole e la Terra si trovino allineati perfettamente: a questo punto, su di una parte della Terra la Luna risulterà coprire il Sole dando origine all’eclissi solare. L’eclissi è definita lunare quando invece è la Terra che va a coprire il Sole, togliendo luminosità alla Luna e conferendogli talvolta il caratteristico colore rossiccio.

Qualcuno potrebbe porsi una domanda: come fanno il nostro satellite o il nostro pianeta a coprire il Sole, essendo decisamente piu’ piccoli di quest’ultimo? Quando si parla di eclissi bisogna tenere bene a mente le regole della prospettiva: il Sole è molto più distante da noi rispetto alla Luna, quindi questo fa sì che dal nostro punto di vista appaiano come di dimensioni molto simili.

Tornando a parlare di eclissi solari, esse possono essere di diverso tipo:

  • Quando il disco solare viene totalmente coperto dalla Luna abbiamo un’eclissi totale, come quella appena verificatisi: si presenta mediamente solo una volta ogni uno/due anni in luoghi sempre diversi, può durare da pochi secondi a 7 minuti e mezzo e quando arriva diventa tutto come se fosse notte.
  • Quando il disco solare viene invece solo in parte coperto abbiamo un’eclissi parziale: queste durano un po’ di piu’, ma comunque non piu’ di 10 minuti.
  • L’eclissi viene definita anulare quando del Sole rimane sono un “anello” visibile proprio come nell’immagine di copertina dell’articolo: essa viene considerata da alcuni sottocategoria dell’eclissi totale.
  • C’è infine la rarissima eclissi ibrida, che passa da anulare a totale dopo qualche secondo o minuto.

Un eclissi solare parziale (a destra) e un eclissi lunare (a sinistra). Immagini di http://www.publicdomainpictures.net

Grazie al fenomeno delle eclissi solari, gli scienziati hanno la grande opportunità di studiare il cielo in modi che altrimenti non sarebbero possibili. L’osservazione dell’eclissi solare del 1919 da un’isola al largo della costa occidentale dell’Africa contribuì in modo straordinario alla conferma della teoria generale della relatività di Einstein. Altri numerosi studi hanno notato comportamenti straordinari negli animali durante questi eventi astronomici. Le mucche da latte tornano rapidamente nelle stalle, i grilli riempiono l’aria con il loro frinire, gli uccelli diventano più attivi o vanno a posarsi, le balene compiono incredibili balzi fuori dall’acqua, e i ragni della famiglia degli Araneidae distruggono le loro ragnatele. Alcune specie mostrano chiari segni di terrore a causa dell’oscuramento del Sole: gli studi relativi alle eclissi possono quindi non solo essere utili al progredire degli studi astronomici, ma anche contribuire a capire meglio ù il comportamento degli animali di fronte agli imprevisti e non solo.

L’eclissi di ieri in particolare poi potrebbe permettere di immortalare gli asteroidi vulcanoidi, dei tipi di meteore la cui esistenza è stata finora solo teorizzata in linea teorica ma non sono mai stati osservati. Telescopi e fotocamere però metteranno a fuoco i loro obiettivi soprattutto per studiare in dettaglio qualcos’altro di molto interessante ancora, ovvero la parte più esterna dell’atmosfera solare, la corona, che in questa occasione sarà visibile proprio in concomitanza con il massimo solare, cioè il periodo di massima attività del Sole che si presenta solo ogni 11 anni. La corona, solitamente nascosta dal bagliore della stella, rappresenta uno dei più grandi misteri irrisolti dell’astronomia. È costituita da un gas elettricamente carico (il cosiddetto plasma) che si estende per milioni di chilometri e che nonostante ciò è centinaia di volte più caldo della superficie solare, con una temperatura che supera il milione di gradi. Resta dunque da capire quali meccanismi determinino il trasferimento di energia al plasma.


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