Ieri, da Berna, è arrivata l’ufficializzazione dell’istituzione di una Conferenza di Pace per quanto riguarda lo scenario bellico tra Russia e Ucraina. La decisione nasce da un giro di consultazioni tra le istituzione svizzere, i Paesi del G7, l’UE e i rappresentanti del cosi detto “Sud del Mondo”, ovvero paesi come il Sudafrica, l’Arabia Saudita, l’Etiopia, la Cina, l’India e il Brasile. L’evento si terrà il 15 e il 16 giugno prossimi, con l’obbiettivo di offrire una piattaforma per un dialogo ad alto livello sulle possibili vie per giungere a una pace «globale, giusta e duratura» per l’Ucraina, basata sul diritto internazionale e sullo Statuto delle Nazioni Unite, che possa «permettere di sviluppare una comprensione comune del quadro favorevole a tale obiettivo» e stabilire una tabella di marcia concreta per il processo di pace.
Questo quello che ha dichiarato il Dipartimento per gli Affari Esteri svizzero: si trattano certamente di obbiettivi cruciali non solo nello scenario bellico ucraino ma anche nella geopolitica internazionale, che dai risultati di una simile conferenza potrebbe essere influenzata. Se non fosse che proprio uno dei due protagonisti del conflitto in corso, la Russia, non è stata invitata ad essa: il Cremlino ha replicato dichiarando che “/dietro la conferenza di pace in Svizzera ci sono i democratici americani che hanno bisogno di fotografie e video di eventi che indicherebbero che il loro progetto ‘Ucraina’ è ancora a galla. Il fatto che uccideranno altre migliaia di ucraini non disturba nessuno. Le elezioni negli Stati Uniti sono tutto, l’Ucraina non è niente: questo è il criterio principale dell’attuale politica americana/”.
In un clima simile, la conferenza dunque non porterà sicuramente alla pace in modo diretto (lo stesso Ignazio Cassis, Ministro degli Esteri svizzero, ha detto che “un processo di pace non può essere raggiunto senza la Russia”), ma quantomeno, a discrezione di molti, potrebbe essere utile per delimitare il piano di azione occidentale trovando al contempo un accordo anche con paesi molto vicini a Putin. Ad ogni modo, per una pace seria e duratura dovremo aspettare ancora un bel po’… anche perché in tutto questo, la Russia vuole cercare di sfruttare le debolezze di Kiev in suo favore e non è sicuramente interessata a porre una fine alla guerra…
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