Immagine di copertina da flickr.com
Ieri si è tenuto il secondo turno delle elezioni legislative in Francia per rinnovare l’Assemblea Nazionale: elezioni anticipate indette dal presidente Emmanuel Macron dopo la schiacciante vittoria del partito di estrema destra Rassemblement National, guidato da Marine Le Pen, e la sconfitta del partito di maggioranza Ensemble (centristi) alle elezioni europee. Secondo i sondaggi queste tornate elettorali avrebbero stravolto completamente la composizione del Parlamento Francese, dando al Rassemblement National la maggioranza assoluta dei seggi (289 su 577) e relegando le forze di sinistra e il partito di Macron all’opposizione.
C’è stata quindi una grande corsa alle alleanze, e pur di battere la destra, tutti i partiti di sinistra e centrosinistra si sono uniti nell’unica lista del Noveau Front Populaire. Ma nonostante ciò, al primo turno le previsioni dei sondaggi sembravano avverarsu, con il Rassemblement National che forse non avrebbe preso la maggioranza assoluta, ma che comunque si sarebbe posizionato come primo partito, seguito dal Noveau Front Populaire al secondo posto e da Ensemble al terzo. In questo scenario sarebbe stato possibile l’insediamento di Jordan Bardella, numero due del Rassemblement, come capo di un governo formato dal suo partito e dalla parte più destrorsa del Partito Repubblicano.
Eppure ieri sera c’è stato un grande colpo di scena: grazie ad un accordo tra Ensemble ed il Noveau Front Populaire per il quale, ai ballottaggi, i candidati più deboli si sono ritirati a favore di quelli dell’altro partito, la politica francese non si è spostata verso destra, bensì verso sinistra: la maggioranza relativa è stata conquistata dalle forze di sinistra, le forze centriste sotto l’egida del partito di Macron sono arrivate seconde e le destre, uscite dalle elezioni comunque rafforzate rispetto a prima, sono rimaste ultime, come vediamo più dettagliatamente nell’infografica qui sotto.

Un altro dato interessante è quello dell’affluenza alle urne, stimata intorno al 67,5%: un record storico! Questo vuol dire che con un’ingente mobilitazione, soprattutto da parte dei giovani, i risultati elettorali possono essere stravolti. Esercitiamo di più il nostro diritto al voto!
Questi risultati però disegnano un quadro politico particolare complicato… di fatto nessuno è abbastanza forte per governare e ci vogliono delle alleanze. Il Rassemblement National non avrebbe i numeri per formare una maggioranza neanche se riuscisse a conquistare il supporto di tutti i repubblicani, dunque le forze molto eterogene Noveau Front Populaire ed Esemble devono unirsi per un governo di centrosinistra, altrimenti ci vorrebbe per forza un governo tecnico. Quest’ultimo scenario è quello che più probabilmente si verificherà purtroppo: come al solito, le forze di sinistra sono sempre molto divise tra loro, soprattutto qui in Francia: nel Noveau Front Populaire infatti convivono partiti di centrosinistra, ma anche di una sinistra molto radicale come quella di Jen Luc Melanchon che non va assolutamente d’accordo con Macron. Si vedrà nelle prossime ore; vi terremo aggiornati! 😉


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