Ci sono diversi aggiornamenti di rilievo che non interessano solo l’Ucraina ma anche l’Europa in prima persona…
Missili su Kiev: distrutto l’ospedale pediatrico
Ieri i missili da crociera Kh-101 russi hanno colpito ripetutamente almeno 6 città ucraine, tra cui la capitale Kiev che è stata particolarmente bersagliata. Qui, drammaticamente, l’ospedale pediatrico più grande della nazione, che ospitava piccoli pazienti anche in gravi condizioni, attaccati a macchinari o flebo, è stato completamente distrutto. Una disgrazia: il bilancio è di almeno 36 vittime, di cui 3 bambini. E si cercano ancora i dispersi sotto le macerie.
La Russia ha cercato di scaricare la responsabilità sull’Ucraina dichiando che quei missili sarebbero ordigni ucraini usciti fuori rotta. Ma i video registrati durante le esplosioni sono inequivocabili: si trattano di modelli di bombe a produzione ed uso esclusivo russo: insomma, non hanno avuto neanche la faccia di prendersi le proprie responsabilità…
Ucraina in difficoltà sul fronteaeronautico: offre aiuto la Polonia, ma questo potrebbe costare l’escalation
Senza nessuna spinta per una risoluzione diplomatica, la guerra continua e l’Ucraina si trova in difficoltà: gli aiuti militari dell’Occidente sembrano non bastare mai. Il fronte più impegnativo è quello aeronautico: è difficile intercettare i missili russi, che cambiano rotta per confondere il nemico. Iniziano infatti diretti verso l’Europa orientale, per poi cambiare improvvisamente tragitto verso l’Ucraina e senza lasciare a quest’ultima, dunque, il tempo per difendersi. Da qui la proposta d’aiuto della Polonia, paese che si trova proprio a confine con la Russia e che spesso viene dunque attraversata dagli ordigni russi contestualmente alla strategia appena descritta. Un documento recentemente firmato bilateralmente dal premier polacco Tusk e da Zelensky “include una disposizione per l’abbattimento nello spazio aereo ucraino di missili e droni russi che vengono lanciati in direzione della Polonia”, secondo quanto scritto sui social da quest’ultimo. In una successiva conferenza stampa si è chiarito che in realtà di tratta di “un meccanismo che sta venendo ancora attuato” e che necessiterà della coordinazione di tutti gli altri alleati NATO per poter essere attuato. Sicuramente darebbe una grande mano a Kiev proteggendo la zona occidentale dell’Ucraina, dove si concentrano i magazzini e i centri di smistamento degli aiuti militari e umanitari provenienti dell’Occidente. Le truppe inpegnate in quell’area potrebbero poi essere spostate a rinforzare altri fronti: un altro grande fattore della crisi ucraina è infatti la carenza di reclute. Ai fini di risolvere anche questo problema, ieri è stata annunciata l’istituzione di una legione formata con cittadini ucraini emigrati in Polonia, addestrata e equipaggiata da Varsavia ed aperta anche a volontari stranieri, quindi anche quelli europei potenzialmente. Provveddimenti che sì, rilancerebbero pomposamente la controffensiva di Kiev, ma che renderebbero l’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America effettivi partecipanti diretti del conflitto contro la Russia: ciò significa una sicura escalation che, potenzialmente, potrebbe trasformare questa guerra nella Terza Guerra Mondiale…
Si apre oggi il Vertice NATO
Da oggi è aperto a Washington il vertice NATO per celebrare i 75 anni dalla sua fondazione. Al summit verrà anche ratificata la nomina di Mark Rutte come segretario generale, successore di Jens Stoltenberg, e si deciderà la conferma del piano annuale di aiuti all’Ucraina di $ 40 miliardi. Un nodo da sciogliere è anche quello di un’eventuale elezione di Trump come nuovo presidente americano, cosa che sconvolgerebbe totalmente la linea politica dell’Alleanza Atlantica. È propabile che si parli anche del patto bilaterale Polonia-Ucraina di cui abbiamo parlato prima: vi faremo sapere.


Lascia un commento