È iniziata martedì 16 Luglio e finisce oggi, 19 Luglio, la prima seduta plenaria del nuovo Parlamento Europeo, iniziata con la cerimonia d’alza bandiera e la sonata dell’orchestra.
In questa 4 giorni si sono tirate le somme per quanto riguarda i rapporti di forza tra i vari partiti della UE. Facciamo insieme il punto della situazione…

Elezione della Presidenza del Parlamento:
Con una maggioranza record di 562 voti a favore su 720, alla carica di Presidente della Plenaria è stata riconfermata la presidente uscente Roberta Metsola, eurodeputata eletta per rappresentare Malta tra le file dei popolari. Ella resterà in carica ancora per due anni e mezzo, ovvero per metà legislatura.
Per quanto riguarda gli altri membri dell’Ufficio di Presidenza del Parlamento, riportiamo di seguito i nominativi degli eurodeputati eletti anch’essi per i prossimi due anni e mezzo:
COME VICEPRESIDENTI:
- Sabine Verheyen (PPE, Germania)
- Ewa Kopacz (PPE, Polonia)
- Esteban González Pons (PPE, Spagna)
- Katarina Barley (S&D, Germania)
- Pina Picierno (S&D, Italia)
- Victor Negrescu (S&D, Romania)
- Martin Hojsik (Renew, Slovacchia)
- Christel Schaldemose (S&D, Danimarca)
- Javi López (S&D, Spagna)
- Sophie Wilmès (Renew, Belgio)
- Nicolae Stefanuta (Verdes/ALE, Romania)
- Roberts Zīle (ECR, Lettonia)
- Antonella Sberna (ECR, Italia)
- Younous Omarjee (La Sinistra, Francia)
COME QUESTORI:
- Andrey Kovatchev (PPE, Bulgaria)
- Marc Angel (S&D, Lussemburgo)
- Miriam Lexmann (PPE, Slovacchia)
- Fabienne Keller (Renew, Francia)
- Kosma Złotowski (ECR, Polonia)
Voto di fiducia a Ursula von der Leyen come Presidente della Commissione:

Come per la scorsa legislatura, il Consiglio Europeo ha nominato Ursula von der Leyen come Presidente della Commissione Europea e ieri, 18 luglio, ha richiesto la fiducia al parlamento, che, come previsto, è arrivata con 401 voti favorevoli su 707 votanti. 15 gli astenuti, 7 le schede bianche e 284 i contrari. Tra questi, oltre ai Patrioti di Orban, Le Pen e Salvini, nelle file italiane ci sono anche i grillini (insoddisfatti dalla linea tenuta da vin der Leyen in merito alla guerra in ucraina) e i meloniani, indecisi fino all’ultimo: “abbiamo deciso di non votarla per la ricerca di un consenso a sinistra che la presidente ha avuto. Non c’è un messaggio di cambiamento”, si è giustificato il capo delegazione FdI Carlo Fidanza: la ricerca di consensi anche fra le file dei Verdi li ha adirati. L’annuncio è arrivato solo a votazione conclusa; ad ogni modo, questa scelta relegherà al Governo italiano, con tutta probabilità, ad una posizione poco influente nella futura commissione.
Tra chi invece ha votato a favore sono stati decisivi i Verdi, che hanno rafforzato parecchio la coalizione di maggioranza formata da Socialdemocratici, Popolari e Liberali, altrimenti in bilico a causa dei cosiddetti franchi tiratori che, all’interno di quest’ultimi gruppi, sarebbero stati almeno 50.
In conclusione, il panorama politico europeo cambia di poco rispetto alla scorsa legislatura: la maggioranza che sostiene la nuova commissione è sostanzialmente la stessa, allargata anche ai Verdi che in cambio della loro fiducia riceveranno un maggiore impegno per quanto riguarda il Green Deal, che verrà maggiormente finanziato in modo da non mettere in difficoltà aziende e privati nel processo della transizione ecologica. Altre priorità dell’esecutivo Ursula II sono l’abolizione del diritto di veto dei singoli paesi e la creazione di un esercito comune europeo, o comunque di un piano comune di difesa.


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