foto da www.storia.camera.it
L’esecutivo a capo di Giorgia Meloni ha oggi concluso la pausa estiva dei suoi lavori per iniziare a ragionare sulle tante questioni spinose che avrà d’affrontare. Innanzitutto, ci sarà da scrivere la legge di bilancio 2025, e come al solito la coperta è cortissima e bisognerà cercare di recuperare qua e là i soldi necessari, e poi non dimentichiamoci del referendum contro l’autonomia differenziata proposto dalle opposizioni e dello Ius Scholae proposto da Tajani, decisamente sgradito dai suoi alleati.
Come dire… sicuramente questa maggioranza si sta dimostrando più solida di quelle dei passati governi, ma anche in questa iniziano ad adombrarsi alcune crepe.
Oggi c’è stato un vertice di maggioranza tra Meloni, Salvini, Tajani e Lupi, nel quale è stato aggiornato il programma di governo e confermata la candidatura di Raffaele Fitto, attualmente Ministro degli affari eueopei e del PNRR, come Commissario italiano all’Unione Europea. Riassumento la nota congiunta diramata a fine del meeting, gli alleati sono consapevoli di quanto sarà complicato gestire i prossimi dossier, ma si dicono uniti e pienamente soddisfatti dai risultati ottenuti fin ora.
Anche se, proprio in questa nota qui, la Lega ha tentato di smarcarsi rispetto alla politica estera: nella versione della nota diramata dal Carroccio infatti, rettificata pochi minuti dopo la sua pubblicazione, è stata inserita una frase molto critica verso l’attacco ucraino sulla regione russa di Kursk (= “appoggio a Kiev ma contrari a ogni ipotesi di interventi militari fuori dai confini ucraini”), poi rimossa. La frase corretta era invece: “Condivisione sulla crisi in Medio Oriente e sulla posizione del governo italiano relativamente alla guerra in Ucraina”.
Matteo Salvini si è prontamente giustificato dichiarando che si è trattato semplicemente di “un errore” dovuto ad una “scelta stilistica diversa”, e che dunque non ci sarebbe “nessuno scontro”. In effetti anche Antonio Tajani, in qualità di ministro degli Esteri, ha preso le distanze dall’Alto Rappresentante UE degli Esteri e della Sicurezza uscente Josep Borrel quando ha chiesto a tutti i ministri degli Esteri europei di togliere ogni blocco sull’uso, da parte di ucraina, di armi occidentali sul suolo russo, ma c’è chi sostiene che la Lega abbia volutamente lanciato questa frecciatina ai suoi alleati.
Nelle sue dichiarazioni a margine del primo Consiglio dei Ministri però, la premier Giorgia Meloni resta (almeno apparentemente) sicura, determinata e spavalda:
“Mi auguro che siate riusciti a ricaricare un po’ le batterie, perché è una energia che ci servirà per affrontare la stagione e un’agenda particolarmente fitta. Non che quella che ci siamo lasciati alle spalle sia stata da meno, e penso che dobbiamo essere orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto fin qui – a partire dalle grandi riforme che abbiamo messo in cantiere – autonomia, giustizia, premierato, la cui capacità di cambiare le cose è direttamente proporzionale all’opposizione che stanno facendo quelli che vogliono conservare lo status quo. Dobbiamo andare avanti senza paura, perché abbiamo promesso che avremmo lasciato un’Italia migliore di come l’abbiamo trovata e se questo è l’obiettivo dobbiamo entrare a fondo nei problemi e risolverli con coraggio. Cambieremo le cose che non funzionano e faremo quello che va fatto. Saranno solo gli italiani, alla fine della legislatura, a giudicarci. E mi pare sia anche la linea che stamattina abbiamo condiviso in una bella riunione di maggioranza con Matteo, Antonio e Maurizio Lupi. Dobbiamo essere orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto ma non abbastanza da non darci l’obiettivo di farlo ancora meglio”
“Come sempre, e su tutto, la nostra forza principale è l’unità e la compattezza della maggioranza di governo. Non è un caso che ogni giorno si raccontino teorie che hanno come obiettivo proprio minare quella compattezza, e che l’opposizione cerchi ogni escamotage per cercare di divaricarci”, le parole del presidente del Consiglio.
“Ma noi sappiamo che sono tentativi inutili. Perché con tutte le sfumature che distinguono i partiti della maggioranza, e che io considero una ricchezza, noi stiamo insieme da trent’anni non per interesse, ma per compatibilità di visione. Quello che dobbiamo fare è continuare a portare avanti il programma votato dagli italiani, che è una sintesi perfetta della nostra visione e del valore aggiunto di ogni partito nella coalizione. Come ho detto altre volte, sono i risultati di governo l’unico vero metro per giudicare la compattezza di una maggioranza. E noi stiamo facendo il nostro lavoro”.


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