Guardando alla recentissima attualità, c’è una cosa che, da alcune ore, accomuna i governi di Roma e Kiev: in entrambi spira vento critico e si avvicina l’ipotesi di un rimpasto. Approfondiamo insieme le due situazioni…
Italia: si apre il “Sangiuliano Gate”, probabile il rimpasto dell’esecutivo.
La riapertura delle attività di governo dopo la pausa estiva era già stata segnata da molteplici difficoltà concernenti alla scrittura della Manovra di bilancio 2025, le concessioni balneari, la nomina dei nuovi vertici Rai (tra l’altro, proprio poco fa l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, ha lanciato un comunicato in cui minacciava mobilitazioni nel caso non si fosse trovato celermente un accordo) e le crescenti tensioni tra gli alleati. A tutte queste “beghe”, già abbastanza difficili da gestire, ora si aggiunge il nuovo caso della presunta consigliera del Ministro della Cultura Gennaro San Giuliano, una certa Dott.ssa Maria Rosaria Boccia, che alcune settimane fa aveva scritto un post su Instagram per ringraziare il ministro per averla nominata sua “Consigliera dei grandi eventi”.
Sangiuliano però smentisce di avergli conferito alcun incarico istituzionale: secondo quanto riferisce, la dottoressa, che ha seguito il ministro in alcuni eventi come consulente privata, pagando da se tutte le spese, non avrebbe dunque mai esercitato alcun ruolo pubblico né avuto accesso a documenti istituzionali riservati. Ammette di averci fatto un pensiero in merito alla sua nomina come Consigliera dei grandi eventi, ma poi non l’avrebbe formalizzata a causa dell’insorgere di un potenziale conflitto di interessi: Boccia lavorava infatti con diverse agenzie di comunicazione ed era vicina a diverse aziende, alcune delle quali avrebbero potuto partecipare al G7 della Cultura che si terrà in Campania.
Fonti di Fratelli d’Italia riferiscono addirittura di “/un estranea che si vuole accreditare/”, ma così non sembra: negli ultimi giorni Boccia ha iniziato a pubblicare una mole di dati che provano il contrario: documenti riservati (con parti censurate) sul G7 della Cultura, video registrati all’interno di spazi riservati ai funzionari pubblici, mail e registrazioni di telefonate riguardanti proprio le pratiche di ufficializzazione della sua nomina a Consigliere dei grandi eventi, dati ripresi anche dal giornale online Dagospia che li correda con numerose immagini di Gennaro Sangiuliano insieme a Boccia dalle quali emerge che quest’ultima sarebbe una persona di stretta fiducia del ministro. Che a questo punto, a meno che la signora Boccia, nelle probabilità piu’ remote, abbia postato materiale falso, sembra aver mentito spudoratamente a tutti i cittadini.
Indignate le opposizioni, che chiedono un chiarimento in Parlamento e le dimissioni di Sangiuliano, che insieme alla ministra Santanchè, al sottosegretario Del Mastro & Co si aggiunge alla lista degli esponenti di governo “borderline”. Se egli si dimettesse davvero, sarebbe necessario un rimpasto dell’esecutivo, dato che, questo si sa ormai per certo, un altro ministro di peso, ovvero Raffaele Fitto, lascerà presto il suo incarico per prendere il posto di Commissario italiano in Unione Europea. Questa sarebbe un ulteriore punto di debolezza per il governo: Meloni è apparsa piuttosto irritata nel vertice di Fratelli d’Italia di oggi. “Noi stiamo facendo la storia, e dobbiamo esserne tutti consapevoli. E questo non prevede né pause né soste, ma tanto meno può consentire errori e passi falsi. [Per questa ragione, tutti hanno] un compito molto più grande delle nostre aspettative e dei nostri desideri e dobbiamo essere capaci di tenerlo ben presente ogni giorno”, ha detto ai suoi, avendo evidentemente ben compreso la complessità della situazione.
AGGIORNAMENTO d’ULTIM’ORA: pochi minuti fa, Gennaro Sangiuliano ha consegnato nelle mani di Giorgia Meloni le sue dimissioni da Ministro della Cultura, che però le ha respinte. Rimane dunque ancora al suo posto (per ora), mentre le opposizioni hanno organizzato una raccolta firme per chiedere le sue dimissioni definitive.
Governo ucraino: litigio tra Zelensky e alcuni suoi ministri, che si dimettono.
Nelle ultime ore diversi ministri ucraini, piu’ precisamente il Ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, il Ministro delle Industrie Strategiche Oleksandr Kamyshin, il Ministro della Giustizia Denys Maliuska, il Ministro della Protezione Ambientale Ruslan Strilets e i Vice Primi Ministri Olha Stefanishyna e Iryna Vereshchuk, hanno annunciato, a sorpresa, le loro dimissioni.
Il Presidente Volodymyr Zelensky aveva annunciato che oltre metà del personale del Consiglio dei Ministri sarebbe stato sostituito a causa della necessità di rafforzare alcune aree del governo per affrontare meglio l’attuale fase, piuttosto critica per tanti motivi, della guerra contro la Russia. In particolare, Zelensky ha sottolineato l’importanza di configurare le istituzioni statali in modo che l’Ucraina possa raggiungere i propri obbiettivi, soprattutto in vista della sua prossima visita negli Stati Uniti, dove presenterà un “piano di vittoria” al Presidente Joe Biden.
Queste dimissioni di massa, avvenute proprio in segno di protesta, lasciano però vacanti alcune delle posizioni più strategiche del governo, come quella del Ministro delle Industrie Strategiche, responsabile della produzione di armi, aggravando ancora di piu’ la situazione: esse potrebbero infatti creare incertezza e instabilità nel breve termine. L’opposizione ha criticato il rimpasto, definendolo un segno di crisi intellettuale e personale di Zelensky.
In conclusione, il rimpasto di governo in Ucraina rappresenta un tentativo di rafforzare l’esecutivo in un momento di grande difficoltà. Tuttavia, solo il tempo dirà se queste modifiche porteranno i risultati sperati o se creeranno ulteriori sfide per il paese.


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