Nuovo anno al via: le novità che ci aspettano, parte 1

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Alcune piccole finestre sulle tante novità che inaugurano questo inizio di 2025: iniziamo a guardare quelle che riguardano l’Italia

Pubblichiamo oggi la prima parte dell’articolo: a breve uscirà anche la seconda.

E’ stata una visita lampo, nonché annunciata con brevissimo preavviso quella della premier italiana Giorgia Meloni dal Presidente “in entrata” degli Stati Uniti Donald Trump, che assumerà formalmente la sua carica questo 20 Gennaio. Meloni è arrivata in Florida il 5 gennaio alle 19:30 (1:30 in Italia) ed ha incontrato diversi esponenti della futura amministrazione repubblicana, come Marco Rubio (prossimo Segretario di Stato), Mike Walz (prossimo Consigliere per la sicurezza nazionale), Scott Bessent (prossimo Segretario del Tesoro) e Tilman Fertitta (futuro ambasciatore USA a Roma). Dopo i consueti saluti istituzionali, si sono tutti recati alla presentazione del documentario “Eastman Dilemma”, che racconta quelle che secondo il tycoon sarebbero stati i brogli alle elezioni presidenziali del 2020 e il modo “criminale” con cui la magistratura cercherebbe di ostacolare gli esponenti MAGA. Poi Trump e Meloni si sono ritirati per cenare insieme, e hanno avuto così l’opportunità di trattare svariati argomenti: in primis il caso di Cecilia Sala, la giornalista italiana tenuta prigioniera in Iran, probabilmente tenuta in ostaggio per spingere alla liberazione di Mohammed Abedini Najafabadi, un iraniano arrestato a Milano perché accusato di fornire componenti per droni alle Guardie rivoluzionarie del suo paese, di cui gli USA hanno richiesto l’estradizione. Ma oltre alla diplomazia, al centro dell’incontro ci sono stati i rapporti politici tra i due, che sembrano più solidi che mai. È emblematica, in questo senso, la dichiarazione di Trump ai giornalisti: “Sono qui con una donna fantastica, il primo ministro italiano. Ha preso d’assalto l’Europa, e tutti gli altri”. Meloni sembra dunque, nel suo essere portavoce di una destra ineditamente radicale e spesso incompresa, aver ricavato una buona posizione nello scenario  internazionale, nonostante la sua apparente titubanza tra un modello “mercheliano” e reazionario dimostrata sin ora. Questo la potrebbe rafforzare anche agli occhi dell’opinione pubblica… ma sarà abbastanza abile, la premier, nello sfruttare questa sua posizione in modo da realizzare davvero i grandi cambiamenti che promette? La notizia di ultimissima ora della liberazione di Cecilia Sala sembra suggerire che sì, Meloni sia forte e capace di far valere gli interessi nazionali, ma sarà molto importante, in futuro, continuare su questa strada per raggiungere obbiettivi concreti.

Nuovo anno cruciale per il centrosinistra: la costruzione del campo largo avrà successo?

Come ha ricordato in diverse interviste la segretaria del PD Elly Schlein, il nuovo 2025 “sarà un anno dedicato alla costruzione di un progetto alternativo per il Paese. Ormai è chiaro che Meloni ha esaurito la sua spinta, naviga a vista senza una rotta, galleggia senza una visione. Anche loro – i partiti del centrodestra, n.d.r. – sono divisi, ma hanno il collante del potere”.

In effetti, nonostante l’elezione di Donald Trump in America potrebbe risollevarla, la maggioranza di centrodestra, come è usale in Italia dopo quasi 3 anni di governo, sta gradualmente perdendo la sua grande forza di coesione. Fino ad ora si è dimostrata ineditamente solida, ma alcune crepe stanno iniziando ad aprirsi minacciose. In particolare, il grande fallimento delle riforma sulle Autonomie differenziate e l’eco delle schermaglie estive sullo Ius Scholae potrebbe seriamente minacciare la stabilità del governo: in seguito al raggiungimento del numero minimo di firme infatti, quest’anno, se ci sarà l’approvazione della corte costituzionale, gli italiani saranno chiamati al referendum per abrogare la legge sulle Autonomie (già smantellata quasi completamente) e per modificare le leggi sull’ottenimento della cittadinanza da parte degli stranieri, riducendo gli anni di permanenza minimi nel paese richiesta. Se si riuscisse a raggiungere il quorum di votanti, sarebbe un serio problema per Giorgia Meloni, che si vede persino con una parte di Forza Italia e di Noi Moderati, suoi alleati, che su queste tematiche sarebbero più affini alle posizioni del centrosinistra.

Alcuni sollevano addirittura l’ipotesi di elezioni politiche anticipate, ma in quel caso il cosidetto “Campo Largo” sarebbe pronto ad andare a Palazzo Chigi? E soprattutto, sarebbe capace di restarci a lungo, promuovendo un programma credibile che sia depurato dagli errori del passato? Il lavoro è a buon punto, ma è di certo ancora più che lontano dall’essere concluso…


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Una risposta a “Nuovo anno al via: le novità che ci aspettano, parte 1”

  1. Avatar La destra che sta dilagando nel mondo: le novità che ci aspettano con il nuovo anno e Trump alla Casa Bianca. – New Geography and Science

    […] è la seconda parte dell’articolo: Nuovo anno al via: le novità che ci aspettano. Si tratta di un’analisi politica personale che non assicuriamo essere […]

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