Dopo il sostanziale fallimento dei colloqui negoziali ad Istanbul della scorsa settimana, ai quali si era presentato Zelensky, ma non Putin o quanto meno un ministro del suo governo (ma solamente delegazioni di basso rango), oggi c’è stata una telefonata tra il presidente americano Donald Trump, sentitosi prima con l’omologo ucraino, e lo zar russo. Quest’ultimo ha dichiarato a caldo all’agenzia di stampa Tass di essere soddisfatto dell’interlocuzione avvenuta, aggiungendo che “la Russia proporrà ed è pronta a lavorare con la parte ucraina su un memorandum su un possibile futuro accordo di pace con la definizione di una serie di posizioni. Come, ad esempio, i principi della soluzione, i termini di un possibile accordo di pace e così via, compreso un possibile cessate il fuoco per un certo periodo di tempo se vengono raggiunti gli accordi pertinenti”. “Russia e Ucraina troveranno dei compromessi, ma – ha tenuto comunque a sottolineare – è necessario eliminare le cause principali della crisi. Un cessate il fuoco con l’Ucraina sarà [infatti] possibile solo una volta raggiunti accordi appropriati”.
Non sono previsti futuri colloqui in presenza tra i due, mentre i vari leader occidentali tra di loro si continueranno a confrontare anche in modalità diverse dal formato dei volenterosi capeggiati da Francia e UK e su temi diversi da quelli della guerra in Ucraina: nel trilaterale di ieri a Roma tra Meloni, Ursula Von der Leyen organizzato sfruttando la coincidenza con le cerimonie ufficiali di inizio pontificato di Leone XIV infatti si è parlato anche dei rapporti economici e commerciali tra USA e UE e, al di là di quelli che saranno poi i risultati concreti, sembra che sia riusciti a stemperare un po’ la tensione. Se avrà poi davvero l’Italia, come decantato dalla nostra premier, il ruolo di “pontiera” tra le due sponde dell’Atlantico sarà da vedere: quel che è certo e che una posizione di questo genere potrebbe favorire le imprese italiane. Nel 2023, l’interscambio commerciale tra Stati Uniti e Italia ha raggiunto i 92 miliardi di euro, con un surplus di 34 miliardi per l’Italia, e una convergenza regolatoria su transizione green, digitalizzazione e sicurezza energetica potrebbe ridurre le barriere tecniche, aprendo nuovi mercati e aumentando questo surplus ancora di più.
Infine, hanno catalizzato l’attenzione degli analisti politici anche le elezioni in Romania, che vedono confermata la rimonta generalizzata, iniziata dopo l’insediamento di Trump alla Casa Bianca, delle forze progressiste in opposizione ai partiti di estrema destra cresciuti sempre di più negli ultimi tempi. L’indipendente liberale Nicusor Dan infatti, sindaco di Bucarest, ha vinto con il 54% il ballottaggio per le elezioni presidenziali in Romania, battendo in netta rimonta rispetto al primo turno il candidato della destra euroscettica George Simion, largo vincitore, due settimane fa, al primo turno (aveva raggiunto il 40,6% dei voti contro meno del 25% dello sfidante) e che si è fermato al secondo turno intorno al 46-47%.


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