Fronte iraniano: già negoziata una tregua grazie alla mediazione del Qatar.

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Sembra essere già conclusa quella che è stata soprannominata “Guerra dei dodici giorni” tra Israele e Iran, che aveva visto persino l’intervento americano. Non sembra dunque che gli USA si siano impantanati in un conflitto pluriennale come successo in passato in Afghanistan e Iraq: complice la mediazione del Qatar e la grande debolezza del regime degli Ayatollah, che dopo un’azione di contrattacco meramente simbolica (compiuta sostanzialmente solo per motivi di stabilità politica interna, per dimostrare alla popolazione che l’Iran non rimane inerme alle provocazioni dei propri nemici) si è dimostrato subito disponibile a negoziare rapidamente una pace.

Lunedì sera infatti sono stati lanciati 19 missili verso la base NATO di al Udeid, situata proprio in Qatar. L’esercito iraniano ha avvertito preventivamente il governo di quest’ultimo paese, e a loro volta gli USA sono stati informati dell’attacco imminente dal Qatar: la base è stata dunque evacuata per tempo, 18 dei missili sono stati abbattuti prima che esplodessero a terra e il rimanente è stato lasciato cadere in una zona isolata, dove non ha provocato nè morti nè feriti.

Donald Trump ha subito compreso che Teheran non avrebbe avuto la forza nè l’interesse nel provocare un’ulteriore escalation, perciò ha reagito compostamente, scrivendo su Truth che «l’importante è che [gli iraniani] si siano sfogati completamente, così adesso, speriamo, non ci sarà ulteriore ODIO».

Poco dopo ha chiesto infine all’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al Thani, di contattare a suo nome gli iraniani per negoziare un cessate il fuoco. Teheran ha accettato e Trump ha annunciato l’accordo sui social media scrivendo: «CONGRATULAZIONI A TUTTI!», suggellando una mossa strategica anche per Israele, che aveva già colpito tutti gli obiettivi alla sua portata e che stava iniziando a trovare anch’esso in difficoltà a causa dei molteplici fronti di guerra aperti.

Restano ancora, tuttavia, diverse incognite su vari aspetti della vicenda. Innanzitutto ci si chiede quanto questa tregua, violata sia da parte israeliana che iraniana già ieri mattina, possa reggere. In secondo luogo, resta ancora da capire quanto siano gravi i danni inflitti alle infrastrutture nucleari di Teheran, e se questa rapida e repentina “spedizione punitiva” da parte dell’Occidente abbia davvero scoraggiato il regime sciita a proseguire nel suo programma nucleare militare.

Quantomeno, grazie alle celeri trattative l’AIEA potrà ancora tenere sotto controllo le centrali e i programmi di arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran.


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