Conservo gelosamente da ormai quattro mesi la raccolta di poesie che ho composto a partire da questo Gennaio in attesa di capire che farmene: pubblicarle, farle leggere, sponsorizzarle? E come?
Questa estate le ho affidate a tante persone fidate di sensibilità tra loro molto diverse, e raccogliendo le loro impressioni e i loro consigli, ho deciso che, nell’attesa magari di farne qualcosa di più grande, di pubblicare queste poesie proprio qui, su New Geography and Science.
A partire da questa settimana pubblicherò, una poesia alla volta, l’intera collezione che ho composto. La raccolta delle Suggestioni, perché fare poesia non è altro che captare la realtà per immagini, per visioni seducenti e fugaci, per sussurri lievi che, come i sogni, pur essendo vaghi, fumosi ed ambigui tanto sempre ci impressionano, parlandoci della parte non razionale e non logica della vita.
Cos’altro posso aggiungere… io avrei un’incipit in prosa per presentare questa mia opera, ma lo terrò buono come chiusura e spazio di riflessione finale.
Vi lascio dunque alla lettura della prima poesia della quaranta che, nell’arco di tutto quest’anno, condivideremo insieme:
Verace vita nostra
Per alcuni è un lento cammino,
per altri un volo maestoso,
oppur una corsa sfrenata,
un eterno oblio,
un viaggio lungo mille strade,
una festa piena di brio,
uno scontro pieno d’agguati,
un’ardente fiamma,
un rivo, tranquillo fluente.
Ad alcuni offre opportunità infinite,
ad altri sol’ il mero essenziale,
e ad ancor altri meno che questo.
Frutti per le vie, però,
chiunque,
con un po’ d’impegno,
può andar cogliendo,
mangiando e apprezzando,
e coltivandone i semi,
far’ sé costruttori
del proprio bìos.
Sciolte così le catene,
e sviate le insidie e le trappole,
in ogni gesto che andremo compiendo
sì che ci sarà
verace vita nostra.
Sì che ci saremo
medesimi noi.
N.B: le poesie della raccolta Suggestioni sono di proprietà intellettuale esclusiva di New Geography and Science.


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