#StoriediLibri: TESTIMONE INCONSAPEVOLE di G. Carofiglio

Published by

on

7 Agosto 1999: il cadavere del piccolo Francesco Rubino, scomparso da due giorni, viene ritrovato in un pozzo nelle campagne di Polignano, a nord di Monopoli.

Gli inquirenti iniziano le indagini, e tutti gli indizi sembrano convergere sul venditore ambulante di origine senegalese Abdou Thiam. Le prove contro di lui sono talmente schiaccianti che la condanna per omicidio e sequestro di minore è ormai certo, finché, tramite sua moglie Abagiage, costui conosce l’avvocato Guido Guerrieri. Un uomo alle prese con una profonda crisi esistenziale dopo la separazione da sua moglie Sara, ma esperto nel suo lavoro e determinato a riprendere le redini della sua vita in mano: tentando l’azzardo di un processo con rito tradizionale riuscirà ad ottenere l’assoluzione di Thiam?

Testimone inconsapevole si è rivelato molto più di un romanzo giudiziario: il caso dell’omicidio a sfondo pedo-sessuale fa solo da sfondo di una ben più complessa vicenda umana che vede come protagonista l’avvocato Guerrieri, costretto dopo il divorzio ad abbandonare le vecchie certezze e ad imprimere una svolta ad una vita incancrenita nella mediocrità come la sua. Carofiglio è stato infatti abilissimo nel trasformare il semplice racconto di una vicenda giudiziaria in un vero e proprio romanzo di formazione, oltre che in un viaggio immersivo all’interno del mondo della magistratura italiana.

Di questo libro ho apprezzato davvero tante caratteristiche: lo stile diretto e conciso, il linguaggio sempre accessibile e mai eccessivamente settoriale, l’efficace narrazione in prima persona e la minuzia con la quale é stata costruita la trama, ricca di incontri e avvenimenti solo in apparenza secondari e cruciali per rilanciare il messaggio implicito dell’opera.

Da quest’ultimo, in particolare, sento di aver trattato insegnamenti preziosi: il caso di Thiam, l’incontro dell’avvocato con la vicina di casa Margherita, il ruolo di personaggi come il pubblico ministero Cervellati (definito “uomo con la canottiera”), il barista e super-testimone Renna, la segretaria di Guerrieri Maria Teresa, sono tutti elementi inseriti ad arte nel romanzo per smontare i pregiudizi e imparare a cogliere più in profondità la complessità di ciò che ci circonda, comprendendo la loro poliedricità spesso contraddittoria e la molteplicità di chiavi di lettura esistenti per analizzarle. Come viene ben sintetizzato nell’arringa finale dell’avvocato Guerrieri, infatti, sono spesso l’istinto, la fretta nella volontà di giustizia, i preconcetti e i bias cognitivi a portare fuori strada nella ricerca della verità, molto più di quanto la spudorata malafede possa fare. Per questo, in tutti gli ambiti della vita e a maggior ragione quando si decide della libertà di un uomo, é importante non non fermarsi mai alla prima impressione, valutare attentamente ogni elemento e non perdere mai l’obiettività, cruciale per non farsi influenzare dalle emozioni e dalla propria soggettività, che non corrisponde all’unica e incontrovertibile oggettività dei fatti.

Concludendo, posso dire di essere rimasto assolutamente soddisfatto di questa lettura, molto coinvolgente e decisamente al di sopra delle mie aspettative iniziali. Questo romanzo richiede sicuramente un certo grado di maturità per essere compreso fino in fondo e in alcuni passaggi può essere a mio avviso a volte un po’ duro, a volte un po’ criptico, ma mi mi sento certamente di consigliarlo ai miei coetanei, in quanto significativo spunto di crescita e formazione etica.


Scopri di più da New Geography and Science

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento

Previous Post
Next Post
Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora