Ancora un femminicidio in Italia: si torna a parlare dei diritti delle donne.

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La grande piaga della violenza sulle donne purtroppo ha colpito ancora: questa volta è stata la ragazza veneziana Giulia Cecchettin a dover perdere la vita per mano della brutale cultura del maschilismo e della violenza. Ella era scomparsa l’11 Novembre insieme all’ex-fidanzato Filippo Turetta, ed è stata ritrovata morta nella zona tra il lago di Barcis e Piancavallo, in provincia di Pordenone.

Cecchettin viveva a Vigonovo, in provincia di Venezia, ed era studentessa di Ingegneria biomedica all’università di Padova, dove si sarebbe dovuta laureare la scorsa settimana. Turetta è iscritto alla stessa facoltà ed è di Torreglia, in provincia di Padova. I due avevano avuto una relazione, che poi Cecchettin aveva deciso di interrompere, ma secondo le informazioni fornite dai familiari avevano continuato a frequentarsi e a studiare insieme.

La sera di sabato 11 novembre Turetta era andato a prendere in macchina Cecchettin per passare qualche ora insieme, ma poi non sono piu’ tornati, e di loro non si è saputo piu’ niente, fino al precedentemente citato ritrovamento del corpo della povera Giulia e di un video delle telecamere di videosorveglianza che mostravano Turetta aggredire, ferire e caricare forzatamente in auto la ragazza. Egli stava tentando da una settimana la fuga attraverso la Germania, ma là è stato ieri trovato e arrestato e a breve verrà processato.

Apprendere certe notizie è davvero drammatico: dall’inizio dell’anno al 13 novembre in Italia sono state uccise 102 donne, 82 delle quali in ambito familiare e affettivo, mentre 53 uccise dal partner o dall’ex partner. Quante donne devono morire ancora perché ci si accorga che è ora di porre fine a questa vergognosa cultura di violenza e superiorità?

Pensiamo che sia ora che tutti noi riflettessimo: la cultura dell’uomo essere superiore e della donna al suo servizio nei secoli si è drammaticamente troppo radicata nella società, ed è ora di sforzarci per fare in modo che almeno non venga continuata a trasmettere di generazione in generazione. Perché nessun essere umano o essere vivente può essere proprietà di qualcuno: ognuno ha il diritto di seguire i propri sogni e le proprie ambizioni e soprattutto di poterli realizzare, senza se e senza ma. Non è accettabile che sia un “lusso” solo di chi la natura ha voluto nascesse maschio. E questo discorso si potrebbe allargare anche al tema della discriminazione su base religiosa, etnica e non solo.

Riusciremo mai ad elevare alle loro massime espressioni i valori di uguaglianza, libertà, fratellanza, dialogo, pace e non violenza? Evidentemente c’è ancora tanto da fare: rimbocchiamoci le maniche e continuiamo, anzi, per certi versi sarebbe piu’ opportuno dire iniziamo, a professare e a diffondere a testa alta i valori di BENE.


La violenza e il male sono i marci frutti dell’egocentrismo che ci portano a ferire e sottomettere chi ci sta intorno, facendo una delle cose piu’ brutte, ovvero causare sofferenza. Dobbiamo sradicare questa orrenda cultura per professare il bene, cosa che prevede alcune rinunce alle nostre comodità, ma che porta ad una collettività piu’ sana, piu’ equa, piu’ pacifica e soprattutto PIU’ UMANA. La bellezza sta in valori come la libertà, la fratellanza, la verità, i diritti e la giustizia, non nella violenza e nella discriminazione.
E’ ora che ci apriamo ad una società dove ognuno può realizzare i propri sogni indipendentemente dal proprio genere o orientamento sessuale, dal proprio colore della pelle e dalle proprie scelte religiose e politiche. E’ ora che ci apriamo ad una società dove prevale la VERITA’ sull’omertà, sinonimo di vigliaccheria e incapacità di saper riconoscersi colpevoli. E’ ora che nessuno consideri piu’ la violenza come strumento per ottenere le cose piu’ velocemente, poiché essa non è altro che la distruzione che si ritorcerà contro…

Lorenzo


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2 risposte a “Ancora un femminicidio in Italia: si torna a parlare dei diritti delle donne.”

  1. Avatar I funerali di Giulia Cecchettin e la lettera di suo padre: riflettiamo ancora – New Geography and Science

    […] Lettera di Gino Cecchettin, pronunciata alle esequie di sua figlia Giulia Cecchettin. Dominio pubblico Clicca qui per riprendere la nostra riflessione sulla violenza di genere […]

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