Gli eventi di quest’ultimo periodo compongono un quadro molto critico del conflitto russo-ucraino, che rischia, in concomitanza con quello tra Israele e Palestina, di aggravarsi sensibilmente. Da piu’ di due anni continuano incessanti i combattimenti che stanno distruggendo tutta l’Ucraina e non solo: ora però Kiev, senza gli aiuti militari dagli USA, attualmente bloccati al Congresso dalla fazione repubblicana, rischia di cedere. Secondo le stime dell’ISW (Institute for the study of war) infatti, le truppe del Cremlino sono tornate a occupare ampie porzioni di territorio avversario da quando hanno rilanciato le operazioni offensive nell’ottobre 2023. 3.000 bombe aeree hanno colpito l’Ucraina solo durante Marzo, e Putin starebbe pensando di arruolare nuovi 300.000 soldati per la guerra contro questo paese entro Giugno. Zelensky oramai continua a dirlo quasi quotidianamente: senza il pacchetto di aiuti da 60 miliardi americano l’Ucraina potrebbe non resistere. Nel frattempo, la popolazione civile soffre ancora di piu’ a causa di bombardamenti piu’ intensi e l’esercito è stato costretto a ritirarsi verso est.
La reazione dell’Occidente è questa volta molto variegata. Il premier francese Macron ha detto di stare valutando l’invio di truppe francesi a combattere la Russia: “/Sono perfettamente consapevole che gli europei non sono abituati all’idea della guerra, ma questa è una disattenzione che non possono permettersi, né per loro stessi né per i loro figli. Sebbene l’Ucraina non abbia mai chiesto truppe da combattimento europee sul terreno, i leader dell’Ue devono abituarsi all’idea che questo giorno potrebbe arrivare/”, aveva dichiarato una ventina di giorni fa, pensando ad un progetto di “paesi volontari” piuttosto che ad una missione NATO che potrebbe portare molto facilmente alla Terza Guerra Mondiale. Distanze da queste affermazioni sono state prese da quasi tutti gli altri paesi europei, in primis dall’Italia, ma c’è chi, come il Regno Unito, lo fa con piu’ moderazione, dichiarando semplicemente “/No all’invio di truppe in massa/”.
L’ex presidente USA Donald Trump invece, prossimo ad una possibile rielezione, lancia un piano con cui, a sua discrezione, “si arriverebbe alla pace in 24 ore”. Come riportato dal Washington Post, la sua proposta consisterebbe nello spingere l’Ucraina a cedere la Crimea e la regione del Donbass alla Russia. Questo approccio sarebbe però l’esatto opposto della linea fin qui attuata dall’amministrazione Biden, che ha enfatizzato il contenimento dell’aggressione russa a Kiev e la fornitura di aiuti militari al governo guidato da Volodymyr Zelensky. Esso prevederebbe anche l’allentamento dei crescenti rapporti di dipendenza tra Cina e Russia e la limitazione dell’espansione della NATO.
Infine, come “ciliegina sulla torta” in un quadro già abbastanza angosciante, abbiamo i primi attacchi, presumibilmente operati dall’Ucraina anche se Kiev smentisce, alla centrale di Zaporizhzhia iniziati ieri e che continuano oggi: un drone è stato abbattuto ed è caduto proprio sul tetto di un reattore; anche il direttore generale dell’AIEA Grossi ha dichiarato che tali operazioni “aumentano significativamente il rischio di un grave incidente nucleare e devono cessare immediatamente”.


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