“We won’t return back. Let us choose truth. Let us choose honour. Let us choose joy!”
Intervento a sopresa di Oprah Winfrey alla Convention Democratica
“Non torneremo indietro. Lasciateci segliere la verità. Lasciateci scegliere l’onore. Lasciateci scegliere la gioia!”
Si può riassumere cosi, con le parole quasi “cantate” della Winfrey, una delle conduttrici tv più influenti e seguite d’america, la nuova energia che domina la campagna elettorale democratica: una grinta che sembrava totalmente persa con Joe Biden, troppo anziano e stanco per un secondo mandato, che con grande onestà intellettuale ha deciso di ritarsi dalla corsa alla Casa Bianca passando il testimone alla sua vice, Kamala Harris, che ora potrebbe diventare non solo la prima donna, bensì la prima donna afroamericana ad essere eletta come presidente americana. Proprio lei, che fino a poco più mese fa aveva un consenso bassissimo poiché considerata troppo radicale, sembra ora riuscire a tener testa sul candidato repubblicano, anche se la partita rimane comunque ancora più aperta.
Come? Rilanciando un modello di Partito Democratico più pluralista che mai, fatto di donne e uomini di ogni estrazione sociopolitica, economica ed etnica: bianchi, afroamericani, ispanici, asiatici, ricchi, poveri, moderati e più radicali. Un insieme di gente tanto diversa, ma testardamente unita contro l’America di Trump.
Contrapponendo a una visione dell’immigrazione esclusivamente come pericolo per la sicurezza nazionale tipicamente trumpiana ad una prospettiva di integrazione e di crescita, sia economica che culturale, per tutti. Rispondendo alla narrazione dell’avversario, impostata sulla provocazione, sulla rabbia, sull’arroganza e sul rancore, con una basata sulla speranza, sulla felicità nella diversità e sul pluralismo.
Sono stati tanti gli esponenti del partito a prendere la parola: spicca Michelle Obama, che ha quasi rubato la scena a suo marito con un discorso profondo e responsabile da vera leader di partito, valorizzando gli ideali unificanti e il mood positivo della convention, ma allo tempo ricordando anche che la strada è in ripida salita. Tra le tante parole dette a questa convention (ci sarebbero da riportare paginate e paginate di discorsi!), vi proponiamo alcuni stralci delle sue, le quali riescono a sintetizzare in maniera spiccata la ricetta del partito per vincere… e il resto, lo si vedrà solo vivendo…
Ciao Chicago!
Non sentite anche voi qualcosa di meravigliosamente magico nell’aria? Non solo qui in quest’arena… ma in tutto il nostro paese, un sentimento familiare che è stato sepolto troppo a lungo.
Sapete di cosa sto parlando? È il potere contagioso della speranza! La possibilità di sconfiggere i demoni della paura, della divisione e dell’odio che ci hanno consumato… e di continuare a perseguire la promessa incompiuta di questa grande nazione, il sogno per cui i nostri genitori e nonni hanno combattuto, sono morti e hanno sacrificato.
Ad essere onesti [però], mi rendo conto che fino a poco tempo fa, ho pianto il declino di quella speranza. Forse avete provato gli stessi sentimenti… un vuoto profondo nello stomaco… una sensazione palpabile di paura per il futuro.
(…) L’ultima volta che sono stata a Chicago [infatti] è stato per commemorare mia madre, la donna che mi ha mostrato il significato del duro lavoro, dell’umiltà e della decenza…
Sento ancora profondamente la sua perdita… non ero nemmeno sicura di essere abbastanza forte per stare davanti a voi stasera. Ma il mio cuore mi ha spinto ad essere qui per il senso del dovere che sento nel onorare la sua memoria e per ricordarci tutti di non sprecare i sacrifici che i nostri anziani hanno fatto per darci un futuro migliore.
Vedete, mia madre, nel suo modo tranquillo e costante, ha vissuto quel senso di speranza ogni giorno della sua vita. Credeva che tutti i bambini, e tutte le persone, hanno valore… che chiunque può avere successo se gli viene data l’opportunità. Lei e mio padre non aspiravano ad essere ricchi, anzi, diffidavano da coloro che prendevano più del necessario. Capivano che non bastava che i loro figli prosperassero se tutti gli altri intorno a noi stavano affondando.(…) La convinzione che se fai agli altri, se ami il tuo prossimo, se lavori e ti sacrifichi, alla fine ne trarrai beneficio, se non per te, allora forse per i tuoi figli o nipoti: (…) questi erano i valori che mia madre mi ha trasmesso fino al suo ultimo respiro.
Kamala Harris e io abbiamo costruito le nostre vite su quegli stessi valori fondamentali. Anche se le nostre madri sono cresciute a un oceano di distanza, condividevano la stessa fede nella promessa di questo paese. È per questo che sua madre si è trasferita qui dall’India a 19 anni. È per questo che ha insegnato a Kamala la giustizia, il nostro obbligo di sollevare gli altri, la nostra responsabilità di dare più di quanto prendiamo.
Le diceva spesso: “Non stare seduta a lamentarti delle cose, fai qualcosa!” Con quella voce nella testa, Kamala è andata a scuola, ha preso la sua laurea in legge in una università pubblica e poi ha lavorato per il popolo. Ha combattuto per rendere responsabili i trasgressori e rafforzare lo stato di diritto, ha lottato per ottenere salari migliori per la gente, farmaci meno costosi, una buona educazione, una decente assistenza sanitaria, per l’infanzia e per gli anziani. Da una famiglia della classe media, ha lavorato fino a diventare Vicepresidente degli Stati Uniti d’America.
Kamala Harris è più che pronta per questo momento.Kamala sa, come noi, che indipendentemente da dove vieni, da come appari, da chi ami, da come preghi o da quanto hai in banca tutti noi meritiamo l’opportunità di costruire una vita dignitosa, tutti i nostri contributi meritano di essere accettati e valutati. Perché nessuno ha il monopolio su cosa significa essere un americano… nessuno!
Per anni, Donald Trump ha fatto di tutto per cercare di farci temere. La sua visione limitata e ristretta del mondo lo ha fatto sentire minacciato dall’esistenza di due persone laboriose, altamente istruite e di successo che, per di più, erano nere. Chi gli dirà che il lavoro che sta cercando potrebbe essere uno di quei “lavori neri”? È la sua solita truffa: raddoppiando bugie razziste, sessiste e meschine come sostituti per vere idee e soluzioni che miglioreranno la vita delle persone. (…)
Sapete, smantellare il nostro sistema sanitario, togliere la nostra libertà di controllare i nostri corpi, la libertà di diventare madre attraverso la fecondazione in vitro, come ho fatto io, queste cose non miglioreranno gli esiti sanitari delle nostre mogli, madri e figlie. Chiudere il Dipartimento dell’Istruzione, vietare i nostri libri, niente di tutto ciò preparerà i nostri figli per il futuro. Demonizzare i nostri bambini per essere chi sono e amare chi amano, non migliora la vita di nessuno. Anzi, ci rende solo piccoli.
E lasciate che ve lo dica… rimpicciolirsi non è mai la risposta. Rimpicciolirsi è l’opposto di ciò che insegniamo ai nostri figli. Rimpicciolirsi è meschino, è malsano, e francamente, non è presidenziale.America, i nostri genitori ci hanno insegnato a essere meglio di così, e meritiamo molto meglio di così. Ecco perché dobbiamo fare tutto il possibile per eleggere due di queste persone buone e di cuore, non c’è altra scelta che Kamala Harris e Tim Walz! Ma mentre abbracciamo questo rinnovato senso di speranza, non dimentichiamo la disperazione che abbiamo sentito, non dimentichiamo contro cosa ci stiamo confrontando. Sì, Kamala e Tim stanno facendo un ottimo lavoro adesso, stanno riempiendo arene in tutto il paese, la gente è elettrizzata… sì, ci sentiamo bene.
Ma ci sono ancora molte persone che sono disperate per un risultato diverso, che sono pronte a mettere in dubbio e criticare ogni mossa di Kamala, che sono ansiose di diffondere quelle bugie, che non vogliono votare per una donna, che continueranno a dare priorità al loro guadagno rispetto all’assicurarsi che tutti abbiano abbastanza.
Non importa quanto ci sentiamo bene stasera, o domani o il giorno dopo, questa sarà comunque una battaglia in salita, quindi non possiamo essere i nostri peggiori nemici. No, il minuto in cui qualcosa va storto… il minuto in cui una bugia prende piede, non possiamo iniziare a torcerci le mani. Non possiamo farci prendere da un complesso di Riccioli d’oro sul fatto che tutto sia perfetto. Non possiamo indulgere nelle nostre ansie a pensare se questo paese eleggerà qualcuno come Kamala invece di fare tutto il possibile per far eleggere qualcuno come Kamala. Kamala e Tim hanno vissuto vite straordinarie, sono sicuro che guideranno con compassione, inclusione e grazia. Ma sono ancora solo umani. Non sono perfetti. E come tutti noi, commetteranno errori.
Ma per fortuna, non dipende solo da loro. No, questo dipende da noi – tutti noi – di essere la soluzione che cerchiamo, dipende da tutti noi essere l’antidoto a tutta l’oscurità e alla divisione.
Non mi importa come ti identifichi politicamente, se sei un democratico, repubblicano, indipendente o nessuno dei precedenti, questo è il nostro momento per difendere ciò che sappiamo nel nostro cuore essere giusto. Per difendere non solo le nostre libertà fondamentali, ma la decenza e l’umanità, il rispetto, la dignità e l’empatia fondamentali, i valori alla base stessa di questa democrazia.
Spetta a noi ricordare ciò che la madre di Kamala le ha detto: Non stare solo seduto a lamentarti, fai qualcosa! Quindi, se mentono su di lei, e lo faranno, dobbiamo fare qualcosa! Se vediamo un brutto sondaggio, e lo vedremo, dobbiamo abbassare quel telefono e fare qualcosa! Se iniziamo a sentirci stanchi… se iniziamo a sentire quella paura che torna indietro… dobbiamo rialzarci, spruzzarci l’acqua sul viso e fare qualcosa!(…) Abbiamo il potere di unire la nostra speranza con la nostra azione. Abbiamo il potere di ripagare con amore, sudore e sacrificio i nostri genitori, i nostri nonni e tutti coloro che ci hanno preceduto.
Lo abbiamo già fatto e sicuramente possiamo farlo di nuovo. Lavoriamo come se le nostre vite dipendessero da questo. (…) Mentre eleggiamo la prossima Presidente e il prossimo Vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris e Tim Walz!
– Crediti Immagine di copertina: file concesso in licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic da https://commons.m.wikimedia.org/wiki/File:20080825_Michelle_Obama_Speaks_at_2008_Democratic_National_Convention.pnghttps://commons.m.wikimedia.org/wiki/File:20080825_Michelle_Obama_Speaks_at_2008_Democratic_National_Convention.png –


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