Il decreto sicurezza è ufficialmente legge: tutte le novità

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Il Decreto Sicurezza 2025, sotto forma di decreto legge emanato dal Governo, era già provvisoriamente in vigore dall’11 Aprile, ma questo lunedì 9 Giugno, dopo la ratifica del Parlamento e del Presidente della Repubblica, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra quindi ufficialmente a far parte della raccolta delle leggi dello Stato. La normativa infatti era in discussione alle camere parlamentari da quasi un anno, sotto forma di disegno di legge, ed aveva incontrato l’irriducibile ostruzionismo delle forze politiche di opposizione: la maggioranza aveva deciso quindi, per velocizzare i tempi, di ricorrere ad una procedura che si usa solitamente solo in casi di emergenze che necessitano provvedimenti immediati: ha cioè trasformato il testo in un decreto legge subito vigente by-passando il Parlamento, che ha potuto esprimersi nuovamente solo 60 giorni dopo, quando di fatto è stato ulteriormente approvato nonostante altri tentativi di contrasto da parte del centrosinistra.

Ma quali sono le novità introdotte da questa nuova legge? Sono davvero molteplici e riguardano aspetti del diritto penale, delle condizioni delle carceri, del diritto di manifestazione, della tutela delle forze dell’ordine, dei servizi segreti e di tanto altro, affrontanti in un testo di ben 39 articoli e che introduce 14 nuovi tipi di reati e 9 aggravanti di reati già esitenti.

Andiamo ad approfondirli punto per punto:

1. Pene più severe per i blocchi stradali, più tutele agli agenti e introduzione di daspo anche per i non condannati in via definitiva

  • In primis, il Decreto Sicurezza prevede una nuova aggravante per chi commette violenza, minacce o resistenza nei confronti di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza, che permette di aumentare la pena “base” prevista del 50%.
  • Vengono introdotti poi tre nuovi reati: uno per le Lesioni personali a pubblico ufficiale , anche lievi, punito con una reclusione in prigione tra i 2 e i 5 anni, uno per i blocchi stradali e uno anti-NoTAV. Detta in parole più semplici, diventa illegale ostacolare la realizzazione di opere e infrastrutture pubbliche strategiche (come può essere, ad esempio, il Ponte di Messina) anche attraverso manifestazioni pacifiche. Inoltre, chi impedisce il traffico su strade ordinarie o ferrate (come binari ferroviari) non riceverà più solo una multa, ma potrà essere punito con reclusione fino a un mese, o da sei mesi a due anni in caso di dimostrazioni di gruppi di persone organizzate.
  • Le forze dell’ordine vengono maggiormente tutelate attraverso l’introduzione di telecamere indossabili (le cosiddette body-cam) nell’ambito della vigilanza di siti sensibili e di un rimborso fino a €10.000 delle spese legali per sostenere processi che vedono un agente imputato o anche solamente indagato per motivi inerenti allo svolgimento del proprio lavoro. Gli viene consentito anche di portare armi, senza obbligo di licenze specifiche per l’uso privato, anche fuori servizio.
  • Infine, si estende la possibilità di indire il daspo urbano: con questo termine si intende un provvedimento emanato dalla questura territoriale per vietare a un individuo ritenuto pericoloso di accedere a determinate aree pubbliche. Mentre prima serviva una sentenza di condanna definitiva da parte della magistratura per poter dare un daspo a un cittadino, ora non sarà più necessario.

2. Stretta sulle occupazioni abusive

Un altro tema di cui si occupa il decreto è quello delle occupazioni illecite di case popolari. La novità più importante, introdotta per restituire ai legittimi proprietari un’immobile occupato in modo rapido ed evitando lungaggini burocratiche, è che da ora in poi la polizia penitenziaria potrà provvedere allo sgombero di un’abitazione occupata senza la sentenza di un giudice: basterà che ci siano “fondati motivi” che nessuno è tenuto a verificare come tali. Aumentano poi le pene previste per gli occupanti, che ora possono arrivare dai 2 ai 7 anni di carcere, con l’aggravante per chi occupa con violenza o con l’intenzione di cedere l’abitazione a terzi.

3. Nuove disposizioni anti-mafia e anti-terrorismo

Sono molteplici anche i provvedimenti volti a contrastare i reati connessi alla criminalità organizzata e al terrorismo, tra cui:

  • L’introduzione della reclusione da 2 a 6 anni per chi divulga, anche online, o semplicemente detiene istruzioni per fabbricare armi o altri ordigni artigianali, utilizzabili in dimostrazioni di tipo terroristico;
  • L’ampliamento della documentazione anti-mafia, includendo tra le entità sottoposte alla verifica periodica delle autorità anche gli scambi previsti dai contratti di cooperazione tra più imprese (i cosiddetti “contratti di rete”);
  • Ma anche un’allentamento sui provvedimenti antimafia interdittivi: quando cioè una di questa deliberazioni rischia di privare il soggetto da questa interessato dei mezzi di sostentamento, il Prefetto potrà prorogare la sua attuazione di un anno. Non potrà farlo però quando si viene accusati di reati mafiosi particolarmente gravi;
  • Nel passaggio in Parlamento, è stata eliminata invece una disposizione controversa del Decreto originario che obbligava Enti pubblici, Università e Centri di ricerca a rispondere alle richieste dei servizi segreti. Questa norma avrebbe permesso ai servizi di ottenere informazioni senza rispettare la privacy, ed è stata dunque rimossa per evitare violazioni dei dati personali e della libertà accademica.

4. Strette sulle proteste in carcere e nei CPR di migranti. Strette anche per le mamme carcerate

  • Con il Decreto Sicurezza 2025 nasce anche il reato di Rivolta all’interno di istituto penitenziario, che punisce la promozione, organizzazione o direzione e partecipazione a una rivolta all’interno di un carcere o di un CPR per migranti clandestini quando svolte – citando direttamente il testo di legge- “da tre o più persone riunite, mediante atti di violenza o minaccia, tentativi di evasione o atti di resistenza anche passiva (= ovvero pacifica) che impediscono il compimento degli atti d’ufficio o del servizio necessari alla gestione dell’ordine e della sicurezza”. Le sanzioni prevedono la reclusione da 1 a 5 anni se svolta in prigione, fino a 4 anni invece nei centri per il rimpatrio, ma possono aumentare a 18 anni quando le dimostrazioni portano alla morte o al grave ferimento di qualcuno
  • Si vira nella direzione opposta rispetto al percorso intrapreso nelle scorse legislature applicando strette per le madri carcerate, che vengono ora meno tutelate: mentre prima il rinvio della pena di reclusione per le donne incinta o con un bambino di meno di un anno era obbligatorio, ora diventa facoltativo e potrà decidere il giudice caso per caso. Le detenute però dovranno essere trattenute, insieme ai loro figli, in aree della prigione a regime attenuato, le cosiddette ICAM (Istituti a Custodia Attenuata per Madri).

5. Pene più severe per i truffatori e gli usurai

Un ampia sezione del decreto è dedicata alla lotta alle truffe.

  • Per quanto riguarda la fattispecie dell’usura (cioè prestiti economici a tassi di interesse troppo elevati, e per questo illegali), viene previsto che gli imprenditori che hanno denunciato di essere vittime di questo reato siano affiancati da un esperto incaricato di supportare il reinserimento delle aziende colpite nel tessuto economico legale, favorendo un concreto percorso di rilancio della loro attività.
  • Si prevede poi pene più severe per chi impiega minori nell’accattonaggio (ovvero nel fingersi poveri chiedendo l’elemosina) e introduce una nuova forma aggravata di truffa ai danni degli anziani, punita con il carcere da due a sei anni e multe fino a 3.000 euro.
  • Si istituisce, infine, una nuova aggravante per reati contro la vita (ad esempio l’omicidio, il tentato omicidio o la lesione personale) e contro il patrimonio (come il taccheggio) quando vengono commessi sui mezzi pubblici o in stazione.

6. Nuove regole sulla possibilità di revoca della cittadinanza italiana

Secondo le disposizioni del decreto, diventa possibile revocare la cittadinanza a chi l’ha acquisita per naturalizzazione, dopo il matrimonio con un già cittadino italiano o dopo il periodo di soggiorno minimo nel nostro Paese proprio come previsto dalla legge che ambiva a modificare l’appena fallito referendum. La revoca non è possibile per i cittadini iure sanguinis (che sono cioè nati in Italia da genitori italiani), e può avvenire solo in seguito alla condanna per reati specifici come il terrorismo, partecipazione ad associazioni sovversive ricostituite o a bande armate, assistenza a gruppi terroristici e sottrazione di beni destinati a finanziare il terrorismo. La decreta il Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno e, al fine di evitare casi di apolidia (privare cioè l’individuo colpito di ogni titolo di cittadinanza, diventando di fatto cittadino di nessun paese), si applica solo da 3 a 10 anni dopo la sentenza di condanna definitiva.

7. Novità riguardo al noleggio di autoveicoli, la coltivazione della cannabis light, la vendita di schede SIM e altri provvedimenti minori

Concludiamo questa analisi del Decreto Sicurezza citando alcune tra le più importanti disposizioni minori che non abbiamo inserito nei paragrafi precedenti:

  1. Da ora in avanti i noleggiatori di veicoli senza conducente hanno l’obbligo di comunicare i dati del cliente e del veicolo al CED, il nuovissimo database del Ministero dell’Interno a disposizione delle forze di polizia per una più veloce gestione dei controlli stradali. Pena multe salate
  2. Grandi giri di vite anche sulla Cannabis-Light, ora vietata in modo assoluto: citando direttamente il testo di legge, “[viene interdetta] la lavorazione, la distribuzione, il commercio, il trasporto, l’invio, la spedizione e la consegna delle infiorescenze della canapa coltivata anche in forma semilavorata, essiccata o triturata, nonché di prodotti contenenti o costituiti da tali infiorescenze, compresi gli estratti, le resine e gli oli da esse derivati”. Di fatto tutte le infiorescenze di canapa sono diventate illegali, indipendentemente dal loro contenuto di THC, il principio attivo psicotropo della droga. La coltivazione di semi rimane lecita solo agli scopi terapeutici previsti dalle norme già esistenti: attività di cui si affida la supervisione al Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri.
  3. Si modificano le regole per la vendita di schede SIM ai cittadini extra-Ue sul suolo del nostro Paese, eliminando l’obbligo di presentare un titolo di soggiorno valido: ora infatti basterà esibire un documento di riconoscimento in corso di validità come il passaporto. Si inaspriscono però le pene per i rivenditori che non accertino l’identità di chi compra le SIM, che potranno vedersi sospesa l’attività commerciale per un periodo da 5 a 30 giorni. Inoltre, viene introdotta una nuova pena accessoria per chi commette il reato di sostituzione di persona con lo scopo di sottoscrivere un contratto di telefonia mobile. Questo significa che i condannati, oltre ad essere sottoposti alle pene pecuniarie e non pecuniarie già previste per questo tipo di reato, potranno essere esclusi dalla possibilità di stipulare contratti con operatori telefonici per un periodo che varia da 6 mesi a 2 anni. Rispetto alla versione iniziale del testo presentato alla Camera, è stata ampliata la gamma di documenti accettati per l’acquisto di una SIM.
  4. Si prevedono finanziamenti progressivo con importi annuali crescenti a partire da €908.888 nel 2025 fino a €1.235.549 annui dal 2028 in poi per risarcire i parenti delle vittime di mafia, fino al terzo grado di parentela incluso.
  5. Si autorizza, in Sicilia, l’assunzione di nuovi vigili urbani anche per le città che si trovano in una procedura di riequilibrio finanziario pluriennale per far fronte a debiti, come Palermo.


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