NEWS 13/06/2025 – È guerra tra Israele e Iran

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Come avrete probabilmente già sentito da tutti i telegiornali, ieri notte, alle 2:00 ora italiana, le forze armate israeliane hanno iniziato a bombardare l’Iran: un attacco contro il principale rifornitore di milizie islamiche come Hamas, Hezbollah e gli Houti che ormai era nell’aria. Un operazione strutturata, chiamata “Rising Lion (= Leone nascente)”, che durerà, secondo indiscrezioni, almeno un paio di settimane, fino all’annientamento di tutti gli obiettivi sia materiali che umani.

Colpiti finora oltre 400 obiettivi strategici, in particolare i siti di ricerca per l’arricchimento dell’uranio di Natanz e Isfahan, impiegati per il programma nucleare del Paese, che nell’ultimo periodo sembrava essere arrivato ad un punto molto avanzato, con lo sviluppo di tecnologie non esclusivamente a scopi civili. Proprio un dossier sul quale il presidente USA Trump stava intraprendendo tentativi volti ad un dialogo diplomatico con Teheran (era in programma un vertice per domenica), ora totalmente vanificati. Uccisi, oltre a decine di civili indiscriminatamente, 9 scienziati tra cui Ali Bakaei Karimi, Mansour Asgari e Saeid Borji. Eliminati anche oltre 20 comandanti delle forze iraniane, incluso il capo dell’intelligence militare, Gholam-Reza Marhabi, e Mohammad Bagheri, capo dell’unità responsabile dei missili superficie-superficie.

Ha dichiarato il portavoce dell’IDF (l’esercito israeliano): “L’arrivo a Teheran ha un significato strategico e operativo ampio. Raggiungeremo qualunque posto sarà necessario per difendere i cittadini di Israele. Teheran non è più invulnerabile. Durante la notte, 70 aerei da combattimento hanno attaccato decine di obiettivi a Teheran. Stiamo operando liberamente grazie ai primi raid. Abbiamo creato libertà d’azione aerea e raggiungeremo qualsiasi punto necessario”.

Il regime islamico viene attaccato in un momento di grande debolezza, infiltrato da mesi dal Mossad (i servizi segreti israeliani) e frammentato al suo interno. Il bilancio delle vittime è già di 60 morti, di cui 20 bambini nella sola capitale, ma la controffensiva è già iniziata: anche Tel Aviv e Gerusalemme sono sotto assedio in queste ore, e nonostante gli avanzatissimi sistemi di difesa Iron Dome, anche tra gli israeliani le vittime sarebbero almeno 3 persone e diverse decine i feriti.

La situazione, insomma, è particolarmente tesa: fonti israeliane dichiarano che Gaza diventa ora un fronte secondario, mentre l’agenzia di stampa iraniana FARS scrive che “secondo alti comandanti militari dell’Iran, la guerra si estenderà nei prossimi giorni e includerà anche basi statunitensi nella regione”, a cui ha risposto subito il capo del Pentagono Pete Hegset, ricordando che  “preferisce la pace e l’Iran ha ancora un’opzione”. In fibrillazione tutte le cancellerie occidentali, in particolare quella britannica, che ha ottenuto un colloquio telefonico tra Netanyahu e Starmer. L’Alta rappresentante della politica estera UE ha sentito invece il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi.

Unica nota positiva: l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha riferito che non sono stati rilevati livelli anomali di radiazioni dopo gli attacchi sulle centrali nucleari.


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