Eccoci con il nostro consueto appuntamento settimanale di poesia: oggi vi condivido la diciannovesima poesia della mia raccolta Suggestioni, intitolata “Spegnere la luce”, particolarmente ficcante in quest’epoca di nuove e violente guerre.
Buona lettura a tutti! 😉
Sopraggiungerà,
e sarà un momento:
rilegherà il nostro libro,
quante pagine ci siano,
quale sia il contenuto,
quali siano le parole,
quale sia la calligrafia,
lo stile,
l’opra sia o meno compiuta.
La vita cade,
come una candela
che piano si spegne:
ma or ormai,
che facciamo se,
a queste candele,
noi stessi
poniamo sopra cappe?
Cosa pensiamo se,
vedendo che
intorno a noi ci son sempre
meno fiamme,
e meno luce,
meno calore,
meno odore
e riverbero
di chi ha potuto essere grande?
E come copriremo il fetore
di membra marcite
senza più il profumo
di quelle candele,
di nostri vissuti?
Come sabbie al vento
si diffonderà
la loro memoria,
la loro verità:
essa sia nuovo ossigeno
per loro,
per noi, sempre.


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