Rieccoci con il nostro appuntamento settimanale della rubrica di poesia, dove pubblico i testi della raccolta da me scritta intitolata Suggestioni.
Oggi vi condivido la ventiquattresima poesia, intitolata “Loro e il Mistero”.
Buona lettura a tutti! 😉
Dall’alba dei tempi,
senza luce primordio,
immersi nell’oscurità
di un abisso infinito,
senza confini visibili
o calcolabile tempo
v’è caduta una specie vivente.
È stata tenace,
davanti alla lunga notte;
è cresciuta,
e novo ha costruito.
Pur non potendo vedere,
pur non potendo sentire,
quei piccoli esseri,
in gruppetti,
si son stretti l’un l’altro,
e han potuto volare,
si son potuti elevare:
assemblando
loro parvi mattoni,
eretto han loro case,
caldi giacigli,
loro città,
loro fari per rendere chiaro
e scoprir finalmente
alla luce
ciò che il buio celava.
Molti nacquero e si svilupparono,
come proliferano i muschi,
grazie a pluvia e ombra abbondanti:
e così, tanto
in varietà diversificarono,
e mille le maniere
divennero per costruire,
illuminare,
capire,
scoprire,
guardare e sentire
con lenti diverse;
amare,
nutrire,
vivere.
Univoco
rimaneva il Mistero:
a luci diverse,
differente appariva.


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