Nasciamo, cresciamo, costruiamo, distruggiamo

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Rieccomi finalmente! Scusatemi per la lunga attesa, ma come credo possiate capire, per quanto riguarda la vita a scuola questo è stato un mese, come per tutti, più che impegnativo. Incombono poi anche gli oramai (purtroppo) soliti grandi maremoti sullo scenario internazionale, riguardo ai quali avrò piacere di dedicare qui qualche mia osservazione personale nei prossimi giorni.

Detto questo, bando alle ciance: vi lascio alla venticinquesima poesia della mia raccolta, le Suggestioni: un pochino leopardiana (vi ho avvisato!), s’intitola, Nasciamo, cresciamo, costruiamo, distruggiamo

Buona lettura a tutti! 😉

Nasciamo:
alla luce veniamo
in un grido, e apriamo
gli occhi sul mondo.


Cresciamo,
e lo facciamo osservando,
ascoltando,
toccando,
annusando e assaporando
l’infinito che ci avvolge:
le piante, gli animali,
la terra, la sabbia,
l’acqua del fiume e del mare
il sole, il cielo, le nubi e le stelle.

Costruiamo e procreiamo
e in estasi così siamo:
lo facciamo con amore,
ci sentiamo pieni,
ci sentiamo alti,
completi e pari di fronte a ciò
che di conoscere pensiamo a fondo:
e piu’, con quei piccoli salti,
non ci abbassiamo sotto la rupe,
arroccata,
di ciò che dominiamo.


Dominiamo
ci sentiamo padroni,
e con la nostra pietra,
sempre più grande,
sovrastiamo, fin a seppellire,
le culle di nostra infanzia,
piccoli giacigli di
altri esseri viventi
e fonte
di nostre radici profonde,
e rinunciamo.


Così rinunciamo
a quello che siamo:
alla nostra fratellanza,
alla bellezza del Creato,
alla pace, alla semplicità,
al rispetto del diverso,
al senso del fatale spiro,
che non epilogo,
ma costante stile, diventa
d’un’esistenza immobile
ed egoista.


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