Eccoci con il nostro appuntamento settimanale di poesia: vi lascio alla ventisettesima poesia della mia raccolta, le Suggestioni. S’intitola La paura d’essere ed è una delle mie preferite, e maggiormente intime, tra quelle che ho scritto lo scorso anno.
Buona lettura a tutti! 😉
Come chi guarda,
ma all’orizzonte il suo sguardo si sperge,
non distinguendo forma
o colore alcuno.
Come chi sente l’ebrezza,
l’afflato e il ritmo del battito,
ma nel pensiero
si vaporizza ogni emozione.
Come chi trema,
eppur è tranquillo.
E come le note musicali,
sole senza ridondanti parole,
risuonano fuori ed entro noi,
magniloquenti sono ma
inafferrabili,
indescrivibili,
plasmabili
e interpretate dall’attimo,
in esso divampano sensazioni
diverse e in contrasto:
ama il fuoco ma non può farlo,
non cerca una strada ma un sentiero,
sogna da sé,
non vuole pareri,
va per l’avventura,
altro non può fermarlo.
E come quando erutta il vulcano,
e di lava ardente invade le terre,
condensandosi queste fanno nova pelle,
eppure bruciano,
eppur il mondo da sé il guardo storce,
non più riconoscendosi.Così esso cerca
sé stesso,
ma ancora fatica
a non averne paura.


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