Telegrafici, vi diamo le ultime notizie sui fronti delle due “grandi” guerre…
MEDIORIENTE – Si sono conclusi ieri pomeriggio, a Doha (Qatar) i due giorni di colloqui diplomatici per il raggiungimento di un’intesa sul rilascio degli ostaggi e la tregua a Gaza. Nuovi vertici si terranno poi la prossima settima tra i Paesi mediatori, ovvero USA, Egitto e Qatar e probabilmente anche già domenica, quando arriverà la squadra negoziale da Israele e si dovrebbe tenere un nuovo summit al Cairo.
Subito dopo l’annuncio della chiusura degli incontri, il presidente americano Joe Biden si è dimostrato fiducioso: “Il cessate il fuoco a Gaza non è mai stato così vicino”, ha dichiarato. In un comunicato congiunto con Egitto e Qatar, la Casa Bianca ha affermato che i colloqui a Doha su Gaza sono stati ‘”seri e costruttivi, [svolti] in una atmosfera positiva e [ribadendo che] non c’è più tempo da perdere né scuse da nessuna delle parti per ulteriori ritardi. È tempo di rilasciare gli ostaggi e in cambio i detenuti palestinesi, iniziare il cessate il fuoco e attuare questo accordo”, recita il la nota ufficiale. Il Segretario di Stato USA Antony Blinken ha invece annunciato che si recherà ad Israele questa domenica e che lunedì incontrerà Benjamin Netanyahu. Speriamo; nel frattempo però, finchè non si troverà un’intesa concreta la guerra continua: questa notte, Israele ha lanciato un violento raid contro la Striscia di Gaza, che avrebbe provocato almeno 16 morti, se non di più. Stamattina è stato invece il sud del Libano, quartier-generale di Hezbollah, l’obbiettivo dei missili lanciati dallo Stato ebraico: anche qui, almeno 9 vittime.
UCRAINA-RUSSIA – Continua l’avanzata di Kiev nella regione russa del Kursk, invasa dalle truppe ucraine al fine di poter ottenere una posizione migliore in una futura sede negoziale. 2 giorni fa, fonti ufficiali dell’esercito ucraino hanno dichiarato di aver preso il controllo della cittadina di Sudzha, oltre che di 82 altre località per un totale di più 1.100 km quadrati. Sebbene le stime russe siano molto più basse, fatto oggettivo è che le truppe stanno continuando ad avanzare a piccoli passi oltre Sudzha, in direzione sud-est, con gruppi di fuoco che si spingono oltre la linea del fronte. A questo scopo il ponte sul fiume Seim è stato distrutto, e Mosca ha accusato subito l’Occidente, perchè sarebbero stati utilizzati armamenti americani. Lo sostiene, con un post sul suo canale Telegram, la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. “Per la prima volta, la regione di Kursk è stata colpita da sistemi missilistici di fabbricazione occidentale, probabilmente Himars americani. L’effetto è stato la distruzione completa del ponte e i volontari che stavano assistendo l’evacuazione della popolazione civile sono stati uccisi”, ha scritto. Nel frattempo, a Mosca è stato convocato da Putin il Consiglio di Sicurezza per delineare strategie militari più efficenti.
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